Spettacolo
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Comiso, 4 giugno 2017 – Buona la prima e buona la seconda! Le due giornate di spettacolo teatrale al Naselli di Comiso hanno registrato un successo annunciato per la Compagnia del Pero che ha messo in scena con grande professionalità la commedia “La fortuna con la ‘effe’ maiuscola” di Edoardo De Filippo. La regia di Salvo Giorgio ha avuto il merito di saper ben rendere la simbiosi della comicità popolare dei quartieri partenopei con l’amara riflessione della miseria del quotidiano, tipica del teatro eduardiano.  

La risata non è mai dissociata dai conflitti della vita e questo la Compagnia del Pero ha cercato con maestria di far arrivare al folto pubblico intervenuto, il quale non ha risparmiato applausi  a scena aperta

 La pièce, infatti,  nata nel 1942 dalla collaborazione fra Armando Curcio ed Eduardo De Filippo, riprende i tratti della farsa napoletana con la profondità della visione eduardiana della vita. E gli attori , tra cui molti ancora alla loro apparizione sulla scena, sul palco del Naselli ne hanno dato ampiamente prova calandosi in un contesto post bellico fatto di fame e disperazione ma anche di situazioni quasi grottesche e ridanciane. Una farsa dal sapore malinconico in cui sia la scenografia, sia le musiche, composte ed eseguite dallo stesso Salvo Giorgio, hanno contribuito a sottolineare il dramma dietro la risata. 

Grande interpretazione di Franco Arrabito , nei panni di don Giovanni Ruoppolo. La sua esperienza ventennale sulle scene non poteva che dare ancora una volta  alla compagnia un supporto professionale non indifferente. Dall’inizio alla fine la sua presenza in scena ha fatto la differenza. Non da meno l’interpretazione  di Raffaele Catalano, nei panni di Erricuccio, il figlio adottivo un po’ tonto dei Ruoppolo, perno su cui l’intera vicenda ha sviluppato la sua trama. Applausi a scena aperta anche per la bravissima  e professionale Anna Flaccavento, nei panni di donna Virginia , una sorta di maga casalinga che interpreta i profumi del cibo per  dare alla giornata un sapore dolce oppure amaro.  E poi bravi tutti dal barone al brigadiere, dal notaio all’infermiera, dal medico alle donne del condominio  e di casa Ruoppolo, tutti hanno dato alla pièce il ritmo  giusto della teatralità eduardiana la cui lingua , seppur  contestualizzata all’ambiente siciliano, ha strappato ugualmente risate di duro umorismo. Un finale,  caratterizzato non per forza dalla risata, ha dato al contesto scenico la giusta dimensione sociale in cui umanità e speranza denotano gli unici valori validi a cui aggrapparsi.

 La direzione artistica è stata curata da Salvo Purromuto, fondatore fin dal 2004 della Compagnia Del Pero. 

 

Giovannella Galliano

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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