fbpx

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Maggiori info sulla policy Ondaiblea.

Info generali: Garante per la Privacy

Cultura
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Argomento: Archeologia
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 
Giovanni Distefano (foto Biancavela Press, ph salvomic, diritti riservati)

Ragusa, 20 luglio 2019 – L'archeologo ragusano Giovanni Di Stefano rappresenterà  l' Italia alla riunione UNESCO per Cartagine il prossimo 26/27 luglio a Tunisi.
Il Direttore dell' Istituto Nazionale del Patrimonio, del Ministero degli Affari Culturali della Repubblicadella Tunisia, Faouzi Mahfoudh, ha  voluto l' archeologo ragusano Di Stefano quale unico italiano che scava a Cartagine da vent' anni per rappresentare l'Italia alla conferenza internazionale dell'UNESCO per la programmazione dello studio e la conservazione di Cartagine per il 2020-2040. Di Stefano, che in Italia dirige il parco archeologico di Camarina e insegna nelle Università  di Roma 2 e della Calabria, dirige la Missione italiana a Cartagine ed ha effettuato scavi e ricerche nell' anfiteatro e nelle cisterne di Cartagine.

Con questa riunione UNESCO non solo si celebrano i quarant'anni  dell' iscrizione del sito di Cartagine nella lista dei ben  patrimonio dell'Umanità  ma si progetteranno le nuove campagne di scavo fino al 2040. Sono stati invitati a Tunisi  per questa riunione della Commissione UNESCO archeologi tedeschi, francesi, spagnoli, americani e inglesi.
Nel 1979 aveva contribuito a fare iscrivere Cartagine nella lista UNESCO un altro archeologo ragusano, Nino Di Vita.
Giovanni Di Stefano ha dichiarato «Noi italiani siamo già  sul campo a Cartagine è siamo operativi con i nostri archeologi e con le equipe di ricerca miste italo-tunisine. Noi non abbiamo interrotto le nostre attività  neanche durante la primavera araba e anzi  la nostra è  stata l' unica missione archeologica operativa con i colleghi tunisini Mustapha Kanoussi e Hamden Ben Romdane. Il 26/27 luglio contribuiremo a programmare le ricerche e la tutela in uno dei siti storici più  importanti del Mediterraneo».
L' archeologo Di Stefano – in partenza per Tunisi – svolgerà una relazione sul futuro delle ricerche italiane in quella che fu la ‘Città di Didone’.

 

(foto Biancavela Press, ph salvomic, diritti riservati)


© Ondaiblea - Biancavela Press, tutti i diritti riservati
Condizioni

Logo Ondaiblea


  

 

Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry