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Cultura
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Modica, 19 agosto 2019 – Il Comune di Modica (Assessorato alla Cultura) e il Museo Civico F. L. Belgiorno, Archivio Quasimodo presentano l’itinerario Quasimodicano «Eracle di Euripide, con traduzione di Salvatore Quasimodo», a Modica presso il museo Belgiorno il 20 agosto alle 18.

Sequenze interpretative di Gianni Battaglia con Enrico Mallia, Raffaella Pappa e con Gianni Guastella (voce e chitarra).

Su iniziativa dell’Assessore alla cultura del comune di Modica, Maria Monisteri, con la collaborazione della Direzione del Museo Civico "F.L.Belgiorno”.

La traduzione di Salvatore Quasimodo della tragedia Eracle di Euripide è pubblicata nel marzo 1964. Qualche mese dopo è rappresentata al Teatro Greco di Siracusa, nella edizione degli spettacoli classici, su progetto deIl'I.N.D.A. l'Istituto Nazionale del Dramma Antico. La traduzione poetica di Salvatore Quasimodo, del capolavoro euripideo, è rappresentata con protagonisti eccellenti del teatro italiano, di grande bravura e straordinaria notorietà, di rilievo assoluto nella storia del teatro del Novecento: Carlo D'Angelo è il Messaggero, Sergio Fantoni Eracle, Arnoldo Foà Lico, Valentina Fortunato Megara, Massimo Foschi Teseo, Vittorio Sanipoli Anfitrione, Edda Valente Lissa. La regia è di Giuseppe Di Martino, le musiche di Bruno Nicolai, la scenografia e i costumi di Mischa Scandella, le coreografie di Jacques Lecoq (altra figura di rilievo dello spettacolo europeo del Novecento). 

La traduzione dell’Eracle scritta da Quasimodo è struggente, immediata, di grande afflato epico ed etico, intensamente viva di quella dimensione del dolore che tanta parte ha nell'intera poesia quasimodiana. E che in Eracle, se nella fase d'apertura e centrale della tragedia sembra distendersi e fluire nell'incalzare degli eventi e nel susseguirsi delle situazioni, nella seconda parte, e nel finale ancor più, è segnata drammaticamente dal lacerante epilogo: Eracle, frastornato nella mente per volontà di Era, uccide i figli e la moglie, credendoli, in preda alla follia, non più sua moglie e i suoi figli, ma la moglie e i figli del suo nemico Euristeo. Quasimodo, quasi estatico, annichilito, difronte a tanta crudeltà, non accentua nel parossismo il testo di Euripide su tanta follia, ma lo offre nella sua dimensione rivelatoria effettiva, descrittiva, nella sua essenzialità concettuale ... accentuando ancor più, con tale apparente "distacco" drammatico, quella lacerante tragicità che può offrire il racconto di un infanticidio, di un uxoricidio, in un eroe perfino, che della moralità, della sacralità, della umanità, della prevalenza del bene sul male, aveva fatto i punti nevralgici della sua esistenza. Dell' Eracle di Euripide tradotta da Quasimodo si propone una breve rilettura scenica, in forme interpretativa, del Prologo della tragedia, con i personaggi di Anfitrione e Megara; del 2° Episodio sui personaggi di Lico, Anfitrione e Megara; un riferimento al 1° Stasimo nel segmento del Coro; un segmento del 2° Episodio con Anfitrione, Megara, Eracle e il Coro; un breve riferimento al 2° Stasimo; e il racconto degli accadimenti nel 3° e 4° Episodio con riferimenti ai personaggi di Anfitrione, Iride, Lissa e il Coro. 

L’organizzazione scrive: «All’Assessore alla Cultura del comune di Modica, Maria Monisteri, e ali' Archeologo Dott. Giovanni Distefano, va un sentito ringraziamento». 


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