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Cultura
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“Archeologia rupestre a Canicattini Bagni e nell’altopiano degli Iblei”, conferenza dell’archeologo canicattinese Santino Alessandro Cugno venerdì 27 Dicembre 2019 al Museo Civico TEMPO di Canicattini Bagni

 

Canicattini Bagni, 26 dicembre 2019 – “Archeologia rupestre a Canicattini Bagni e nell’altopiano degli Iblei”, questo il titolo della conferenza che l’archeologo canicattinese Dott. Santino Alessandro Cugno terrà, col patrocinio del Comune di Canicattini Bagni e del Sistema Rete Museale Iblei, venerdì 27 Dicembre 2019, alle ore 17:30, nei locali del Museo   Civico TEMPO di via XX Settembre 132 a Canicattini Bagni.

 

Santino Alessandro Cugno, funzionario archeologo al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in servizio presso la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma – Parco Archeologico dell’Appia Antica, profondo e attento conoscitore del territorio ibleo e del suo patrimonio archeologico, presenterà alcuni studi recenti, approfonditi nel suo prossimo libro a breve in pubblicazione, sul fenomeno rupestre a Canicattini Bagni e più in generale nel territorio ibleo.

Un percorso di conoscenza attraverso l’esame di una serie di cavità artificiali e anfratti di origine antropica sorti in un lunghissimo arco cronologico che si estende dalla Tarda Antichità all’epoca medievale e moderna. 

L’habitat rupestre, analogamente agli insediamenti di tipo tradizionale con edifici costruiti sub divo, infatti, risulta contraddistinto dalla presenza di ambienti domestici (privati o comunitari), luoghi di culto, necropoli, spazi adibiti al ricovero degli animali, magazzini, infrastrutture destinate alla lavorazione e alla trasformazione dei prodotti agricoli e delle materie prime, sistemi per l’approvvigionamento idrico, viabilità interna.

Infine, Cugno, non mancherà di parlare dei materiali pittorici custoditi all’interno delle chiese rupestri acrensi e netine (Grotta dei Santi di Pianette, Grotta dei Santi di Petracca, ecc), così come delle principali problematiche iconografiche ad essi correlate e alcune linee di tendenza che sembrano aver guidato la formulazione dei programmi decorativi, rivelando «una pluralità di rapporti e di influenze culturali ascrivibili all’ecumene bizantina, alle tradizioni occidentali, alle scuole e botteghe locali».

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