Cultura

  • Argomento: Musica

È costante il ricorso al mito greco che Quasimodo rivela nei libretti d’opera, scritti dal secondo dopoguerra, sui personaggi omerici ed ovidiani quali Orfeo, Euridice, Galatea, Polifemo e Ulisse: «Se la vis drammatica di Orfeo è giocata sulla tensione classicità/età contemporanea, il libretto L’amore di Galatea rinunzia almeno apparentemente, al legame con il presente»[1].

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Lo scopo di un'opera onesta è semplice e chiaro: far pensare. Far pensare il lettore, lui malgrado

Paul Valéry

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